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SUGGERIMENTI

Questa pagina nasce dalle riflessioni dei vigili sulla frequenza dei comportamenti scorretti di soggetti extracomunitari, probabilmente dovuti anche alla non conoscenza delle regola del Codice della Strada.
Non che, pur conoscendo le regole, i cittadini "comunitari" siano più disciplinati ...

Polizia Locale e Cittadini globali
Progetto di educazione stradale per extracomunitari

versione.zip

Rendicontazione sulla realizzazione del “Progetto di educazione stradale per extracomunitari”

Prima fase: Corso di formazione per gli operatori di P.L. coinvolti nel progetto.

Il Corso di “sensibilizzazione all’approccio intercolturale”, così definito dal Relatore dott. Bruno Bodini per conto dell’Unità Operativa Interculturalità della ASL di Bergamo, ha visto la partecipazione di 8 operatori della Polizia Locale:

  • Agresti Maurizio

  • Belloni Elisabetta

  • Ghezzi Michelangelo

  • Lussana Daniele

  • Rizzi Giambattista

  • Tresca Monica

  • Valoti Tiberio

  • Vismara Stefano.

La formazione si è articolata su 6 giornate di lavoro per complessive 24 ore, durante le quali i contenuti sono stati trattati dal Docente sia con interventi frontali che attraverso esercitazioni e lavori di gruppo.
La giornata conclusiva ha inoltre visto l’intervento di mediatori culturali con i quali sono state simulate unità didattiche al fine di testarne l’efficacia.
Gli obiettivi del Corso possono riassumersi come “
la capacità di modificare gli atteggiamenti degli operatori nella direzione di una maggiore attenzione/consapevolezza/reattività agli aspetti culturali della relazione tra persone all’interno di contesti professionali”.
I risultati del Corso evidenziano che, “
se molti corsi gestiti dalle diverse agenzie formative del settore in questione tendono a “uniformare” le procedure, a far convergere le situazioni complesse e atipiche dal punto di vista burocratico che l’immigrazione solleva in una pratica standardizzata, la realtà sembra procedere nella direzione opposta sollevando continuamente particolarità, eccezioni, scarti delle attese, choc culturali. In questo scenario un corso di sensibilizzazione all’approccio interculturale va nella direzione di aiutare gli operatori a trovare, nelle situazioni più anomale e impensate, soluzioni creative e non violente. Con un evidente vantaggio per tutti”.

Ad analogo Corso di formazione organizzato dal Comune di Bergamo per dipendenti operatori sociali, hanno preso parte i colleghi:

  • Barezzani Flavia

  • Magliano Delfino

per cui sono stati inseriti a pieno titolo nel gruppo previsto per la realizzazione dei corsi di educazione stradale per extracomunitari.

Seconda fase: realizzazione di 2 Corsi sperimentali di educazione stradale rivolti a cittadini extracomunitari.

Sin dall’inizio, per il gruppo di operatori della Polizia locale coinvolto nel progetto di educazione stradale per extracomunitari, è stato chiaro che si aderiva all’iniziativa per rispondere ad una precisa richiesta di cittadini/utenti: il “bisogno di conoscere” i comportamenti corretti, finalizzati alla sicurezza sulla strada. Allo stesso tempo si prendeva coscienza di quanto fosse importante e urgente avere costantemente il polso dei mutamenti che una realtà multirazziale implica nel contesto sociale in cui, quali rappresentanti dell’Amministrazione comunale, quotidianamente si opera.

Si intendevano raggiungere, pertanto, le seguenti finalità:

  • fornire informazioni essenziali alla sicurezza stradale;

  • promuovere una riflessione sulla necessità e sul rispetto delle regole;

  • conoscere questa “nuova” realtà.

    La realizzazione di questa fase ha visto coinvolti due gruppi di adulti extracomunitari, provenienti dai 4 continenti , in un percorso di 6 ore ciascuno. Per motivi organizzativi, i più giovani si incontravano dalle 18,00 alle 20,00, mentre chi costretto da orari di lavoro disagiato, si è riunito dalle 20,00 alle 22,00.
    I corsi sono stati gestiti, nella suddivisione ed organizzazione, dalla scuola di lingua italiana per extracomunitari “L’arcobaleno” di Colognola. Tutti i partecipanti, infatti, avevano frequentato i corsi di italiano proposti dalla scuola e possedevano, quindi, una conoscenza di base della lingua. Questo fatto ha positivamente influito nella comprensione di termini tecnici, non sempre semplificabili, soprattutto quando si entra in merito a cognizioni di diritto circa la responsabilità civile e penale derivante dalla guida di veicoli.

    Per facilitare un rapporto diretto e personale, oltre che per motivi di continuità didattica, si è scelto di mantenere lo stesso operatore per l’intera durata dei corsi, affiancato di volta in volta da colleghi diversi. Questa impostazione si è dimostrata fondamentale sia per i partecipanti ai corsi sia per gli operatori di Polizia Locale che si avvicendavano: il clima che ha sempre accompagnato lo svolgersi delle lezioni, infatti, si è sempre basato sull’accoglienza e sulla fiducia reciproche. Di ciò occorre dar merito a chi gestisce questa scuola, perché non è sicuramente automatico far convivere, pur con persone adulte, educazioni culturali così diverse.
    Oltre ai componenti il gruppo previsto per tali interventi, sono intervenute nelle lezioni tre colleghe, quale supporto operativo:

    • Colletti Mirella

    • Cortinovis Elena

    • Messina Gabriella

    Metodologia didattica

    Il percorso formativo ha toccato i temi previsti:

  • concetto di strada e definizioni stradali;

  • segnali di pericolo;

  • segnali di precedenza;

  • segnali di divieto;

  • segnali di obbligo;

  • segnali di indicazione;

  • pannelli integrativi;

  • segnali luminosi;

  • segnaletica orizzontale;

  • norme sulla precedenza;

  • comportamento dei pedoni;

  • comportamento in bicicletta;

  • elementi del ciclomotore / motociclo

  • comportamenti alla guida delle due ruote;

  • uso del casco;

  • elementi dei veicoli ai fini della sicurezza;

  • cause di incidenti, alcool e droghe;

  • comportamenti dopo gli incidenti;

  • omissione di soccorso;

  • responsabilità civile e penale;

  • valore e necessità della regola;

  • rispetto della vita e comportamento solidale;

  • documenti di guida e assicurazione;

  • norme per la conversione di patenti straniere.

    Per mostrare visivamente i cartelli stradali o le norme sulla precedenza, ci si è avvalsi di materiale didattico utilizzato fino ad oggi nelle scuole superiori, quali cartelloni e presentazioni multimediali, autoprodotte e proiettate con personal computer e videoproiettore. In tal modo si è potuto superare l’oggettiva difficoltà di comprensione di un non del tutto eliminabile “linguaggio tecnico”, aiutati in questo dalla costante presenza di un insegnante della scuola d’italiano. Ci si è inoltre avvalsi, in particolare per la parte comportamentale, di pubblicazioni in commercio finalizzate al conseguimento del “patentino” per la guida dei ciclomotori.

    Sin dalla prima lezione, nonostante l’orario sfavorevole al termine di una giornata di lavoro, la partecipazione è stata attenta ed interessata, con domande di approfondimento e richieste di esemplificazioni. Spesso sono emersi, sempre in merito alla circolazione stradale, situazioni e comportamenti diversi rispetto al paese di origine, con particolare riferimento alla necessità della regola per garantire la sicurezza propria e, soprattutto, quella dei figli. E’ stato questo un punto più volte toccato dai partecipanti, motivato anche dal fatto di trovarsi ospiti in un altro paese, lontano da casa. Pur con tutta l’assistenza prevista in Italia, infatti, le conseguenze di un incidente stradale, in prospettiva lavorativa, sono viste come un grosso ostacolo per il rinnovo dell’indispensabile permesso di soggiorno.

    Nonostante questo comprensibile timore e l’oggettiva difficoltà che l’esame comporta anche per un italiano, la maggior parte dei partecipanti ha espresso la volontà di conseguire in futuro la patente di guida, per poter godere di maggior mobilità per sé e per la propria famiglia. A tal proposito corre l’obbligo precisare, per la totalità dei presenti, l’impossibilità di convertire la patente di guida conseguita nel paese d’origine, in quanto non vige il riconoscimento reciproco di tale documento tra il paese di provenienza e l’Italia.

    Si può affermare, al termine di questo ciclo sperimentale di educazione stradale, che la richiesta dei partecipanti ai corsi nasce dalla necessità di conoscere a fondo la nuova realtà in cui si trovano e dal desiderio di vivere in prima persona, da protagonisti, le situazioni che incontrano.

    Per quanto riguarda l’esperienza vissuta dagli operatori di Polizia Locale coinvolti, vale per tutti quanto detto da un componente del gruppo al termine delle prime quattro ore di lezione: “Fa paura solo ciò che non si conosce”.
    Se la fase sperimentale prevista dal progetto può considerarsi conclusa con l’anno scolastico 2003-04, va rilevato che è stato concordato con la Direzione scolastica la ripresa degli interventi il prossimo ottobre. A tal proposito, considerato che dal 1° luglio 2005 è previsto anche per i maggiorenni il possesso del Certificato di idoneità per la guida dei ciclomotori, si prevede di organizzare un corso finalizzato a tale conseguimento.

    Agente di P.L.
    Ghezzi Michelangelo