Un giorno, dopo aver giocato nel parco, Aron fu chiamato dal suo proprietario per ritornare a casa. Il cane, che oramai non era più un cucciolo bensì un cane adulto e ben educato, come sempre obbedì prontamente; si chinò per farsi mettere il guinzaglio e s’incamminò verso casa. Tobby cercò di insistere perché non andasse via e rimanesse ancora un po’ a giocare, ma inutilmente. Aron, che aveva avuto un’ottima educazione, obbedire al suo proprietario non la considerava una sottomissione, anzi una gratificazione.

Incamminatosi verso casa, Tobby cominciò a seguire Aron ad una certa distanza correndo, saltando, facendo lo slalom in mezzo alle macchine, alle moto e alzandosi sulle zampe posteriori, abbaiando faceva spaventare la gente. Voleva attirare su di sé l’attenzione di tutti. 

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