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Tobby era felice di accompagnarlo,
ma, mentre Aron camminava sul marciapiede come tutti gli umani ben educati,
Tobby utilizzava la strada rincorrendo le macchine e le moto per farsi vedere
grande agli occhi del suo amico; si vantava persino di attraversare la strada
col semaforo rosso. Credeva di essere libero perché faceva quello che voleva. Non era obbligato a rispettare le regole che Aron invece conosceva molto bene. Il biondo Labrador viveva nell’appartamento del suo padrone, Tobby invece in un vecchio rione di periferia ed aveva come tetto un cielo di stelle, si dissetava alle fontanelle e mangiava quello che riusciva a trovare. Aron, che considerava Tobby un amico, gli raccomandava sempre di essere ragionevole, di non comportarsi da sciocco, da bullo, ma di rispettare sempre le più elementari regole della buona educazione che forse, un giorno, gli avrebbero potuto salvare la vita. Aron era disposto ad insegnargliele. Vivere per strada senza rispettare nessuna regola era per Tobby un modo per sentirsi vivo, ammirato, sentirsi un leader. Tobby, insomma, credeva di essere un esempio per gli altri cani della zona che dovevano seguire le regole dell’educazione, e ubbidire ai loro proprietari. Tobby non si rendeva conto che, rispettando le norme, avrebbe potuto vivere meglio e… più a lungo. |